LA STRUTTURA DEL WEB: surface web, deep web e dark web

Il web che conosciamo rappresenta solo il 5% dei siti attualmente disponibili sulla rete. Infatti, la maggior parte dei siti online non può essere raggiunta dai comuni motori di ricerca e può essere visitata solo conoscendo il preciso indirizzo IP oppure usando specifici motori di ricerca (come Tor).

Il Deep Web però non è da intendersi solamente come un luogo pericoloso in cui vengono compiuti atti illegali: si tratta, infatti, di una parte di internet in cui si trovano dati finanziari, account di posta, database aziendali privati, informazioni personali, cartelle mediche e documenti legali.

Logo di Tor, principale browser per accedere al Deep Web.

Con il tempo il Deep Web si è evoluto e sono stati introdotti nuovi motori di ricerca in grado di navigare al suo interno. Tra questi rientra sicuramente Tor, un motore di ricerca che usa un percorso casuale attraverso diversi server (“nodi”) per connettersi ai siti con indirizzo .onion.

Una piccola parte del Deep Web (5%) costituisce poi quello che è stato denominato Dark Web, la sezione di internet che presenta tutti i siti e gli utenti che non vogliono essere tracciati.
La caratteristica particolare del Dark Web consiste proprio nella possibilità di mantenere il completo anonimato. Questo permette agli utilizzatori di compiere atti illegali e non evitando che le azioni compiute possano essere monitorate.
Esempi di questi atti possono essere il traffico di droga, le comunicazioni criptate, le proteste politiche, lo scambio di informazioni illegali, la vendita di armi, e la pedopornografia.

Ovviamente l’utilizzo del Deep Web non è di per sé contrario alla legge, ma al suo interno si è esposti a rischi maggiori rispetto a quelli presenti nel Surface Web. Ad esempio è più facile incontrare alcuni tipi di malware pericolosi come Keylogger, Botnet, Ransomware o essere esposti a Phishing.