PRIVACY: ci sono piu’ informazioni su di te sul tuo telefonino che in casa tua

La sicurezza dei dati nel cloud è una delle questioni cruciali del web del futuro

Che cos’è la privacy?

Il termine privacy indica il diritto di riservatezza delle informazioni personali e della propria vita privata. A dichiararlo è il codice della privacy, il quale ha lo scopo di “garantire il trattamento dei dati personali in modo rispettoso verso i diritti, la libertà e la dignità dell’interessato”.

Uno spot di Apple sulla privacy

In questo spot di Apple il racconto pubblicitario mostra come nel nostro telefonino siano custodite oggi molte informazioni personali rilevanti: la nostra posizione, le nostre amicizie e contatti, le mail, il nostro battito cardiaco durante una corsa o una nuotata, i nostri acquisti recenti, l’importo della carta di credito, le analisi mediche, i messaggi e le foto più riservate. Lo spot conclude così: “Nel tuo smartphone oggi ci sono più informazioni su di te che in tutta la tua casa. E questi dati privati, queste informazioni così personali, dovrebbero appartenere solo a te”.

Dall’analisi dei miliardi di dati presenti sul web, grandi aziende di marketing effettuano aggiornate ed efficaci analisi di mercato, per sondare i comportamenti dei consumatori nei vari settori e progettare nuovi prodotti e nuove strategie di vendita.

Se il sistema operativo del device in uso o le app che si stanno utilizzando lo permettono, alcune di queste informazioni private saranno visibili anche ad alcune persone estranee (proprietari dei domini, società di consulenza, aziende convenzionate con i gestori, software house ecc) e ciò significa che il nostro privato è visibile anche all’esterno.

Da questo si può dedurre che la privacy è strettamente collegata ai dati personali/sensibili che rappresentano molte informazioni dell’individuo: carattere (?), condizioni fisiche/sentimentali/psichiche, affiliazioni a associazioni commerciali o gruppi di carattere politiche che possono servire a identificarlo e profilarlo.

Il termine “Privacy” nasce nel 1890 in America come diritto a “essere lasciato solo” (to be let alone).

La monografia giuridica di L. Brandeis e S. Warren sul moderno diritto alla privacy

Privacy nelle app e nei social network

Le app e i social network sono strumenti utili, indispensabili e alcune volte divertenti. Infatti grazie ai social network e alle app possiamo comunicare, ricevere notizie dal mondo e persino studiare o lavorare. Tuttavia ci sono anche dei rischi riguardanti la privacy.

Infatti quando si  installa un’app, essa potrebbe richiedere l’accesso alle immagini in memoria, alla rubrica, alla localizzazione, al microfono o alla videocamera. Per questo si devono sempre leggere le condizioni d’uso per capire come i dati raccolti vengono impiegati. Inoltre alcune informazioni potrebbero andare online (se le impostazioni lo prevedono ) senza che te ne accorga, rivelando dove ti trovi oppure le tue condizioni fisiche e di salute.

Il GPDP – Garante della Protezione dei Dati Personali

Il Garante per  la Protezione dei Dati Personali è un organo collegiale composto da quattro membri del governo. Il suo compito è quello di assicurare la tutela dei diritti e delle libertà fondamentali digitali oltre che il rispetto della dignità nel trattamento dei dati personali.

Il GPDP opera sotto un codice etico che definisce l’insieme dei principi di condotta morale e i criteri fondamentali affinché i dipendenti che lavorano presso gli uffici dell’istituzione operino con imparzialità e trasparenza nell’attività amministrativa, nonché mantengano il rispetto dell’obbligo di riservatezza.

Tra i compiti/funzioni principali del GPDP va ricordato uno in particolare: controllare che i trattamenti siano effettuati nel rispetto delle norme di legge affinché siano conformi ai diritti della libertà fondamentale degli individui.