L’INCUBO DELLA DAD

Teresa Mannino in una divertente parodia della prof in DAD

Scuole colte di sorpresa nei primi mesi della pandemia, insegnanti e studenti impreparati a gestire e lavorare nelle classi virtuali, didattica noiosa e poco interattiva, video che laggano, telecamere spente “per problemi di banda”, “non si sente”, immagini freezate, tecnologie messe sotto accusa: l’elenco dei difetti e dei problemi della Didattica A Distanza è davvero lungo.

Durante il lockdown il digital divide è emerso con chiarezza IMM DIGITAL DIVIDE SCUOLE): scuole, studenti e prof con banda Internet di potenza medio-bassa, insegnanti e studenti non sempre attrezzati con metodologie e device adatti a lavorare a distanza; per molti di noi lo smartphone è stata l’unica opportunità di seguire le lezioni e di stare in contatto con il mondo, in case dove si studiava insieme a fratelli e sorelle con i genitori in smartworking. Sono stati momenti davvero difficili quando abbiamo studiato da soli per mesi: mancavano i compagni e almeno i social, sempre accesi durante la DAD, ci hanno permesso di attivare una comunicazione parallela, in grado comunque di farci sentire ancora insieme.

Qualche risultato si è ottenuto con progetti a tema, lasciando spazio agli studenti per autorganizzarsi, con materiali assegnati in precedenza, per poi avere dei momenti di confronto, magari con diverse classroom attive a gruppetti. Il prof che entrava e usciva dalle varie classroom poteva seguirci meglio. (IMM Conf LAND)

La DAD non può sostituire la didattica tradizionale così come i social non possono sostituire i veri contatti umani. Tuttavia le tecnologie sono state l’unico modo per continuare a studiare insieme ai prof, che hanno fatto molto per tenerci agganciati all’ambiente scolastico.

Restano molti argomenti e programmi da recuperare, lo spauracchio dell’esame di stato che continua cambiare. Adesso che siamo di nuovo in classe dall’inizio dell’anno c’è molta voglia di contatto umano e si sopporta bene il fastidio delle mascherine, che speriamo presto di togliere.

Per il futuro speriamo anche che le scuole si attrezzino per tempo con tecnologie e contenuti didattici da utilizzare nel caso si decida, anche per motivi energetici, di fare un po’ di smartworking a scuola, come ormai si fa in tutte le grandi aziende del mondo.