FAKE NEWS: le pseudonotizie che avvelenano il web

La fake news è una mezza verità o una bugia totale, diffusa nel web: ha un aspetto presentabile, è credibile e viene creata per diffondere confusione e disinformazione in un determinato settore del pubblico globale.

Un’animazione fotorealista da un sito terrapiattista, per dimostrare in modo accattivante (ma incompleto e falso) una teoria assurda
Un’animazione di 22 fotografie effettuata dalla Nasa e caricata in Wikipedia

Di recente la fake news è stata anche definita come “postverità”, intesa come “pseudoverità”, costruita attraverso strategie che fanno perno sull’emotività e le convinzioni condivise dal pubblico del web, prescindendo del tutto o in parte dalla corrispondenza con la realtà dei fatti.

La fake news è uno dei pericoli maggiori del web, perché ne minaccia le fondamenta e la struttura alla base.

Quando nel 1991 è nata Internet, uno degli scenari più affascinanti, promettenti e desiderabili era la prospettiva di una conoscenza illimitata e condivisa, che sarebbe servita a creare un’umanità e un mondo migliori: più conoscenza, meno lavoro alienante, più tempo per pensare e socializzare.

Alla base di questa prospettiva culturale stava l’idea che nel web avrebbero trovato posto e sarebbero state accessibili le verità scientifiche più condivise e aggiornate, le scoperte più avanzate, con un generale miglioramento in tutti i settori conosciuti delle attività umane.

Un’animazione web che immagina futuri utopici grazie alle tecnologie

Come esseri umani, abbiamo un istinto innato di conoscere cosa succede intorno a noi, infatti questo bisogno ci ha portato ad essere quello che siamo: una specie mondiale e interconnessa.
Questa fame di conoscenza, però, è anche la nostra più grande debolezza, perché senza un metodo di ricerca/lavoro nel web che sia strutturato e validato, abbiamo poca capacità critica e assimiliamo ogni cosa che ci viene data (bulimia informativa).

E’ da qui che nasce il fenomeno delle fake news. Esse sono uno dei più potenti strumenti di controllo e di diffusione di ideologie estremiste e antisociali, perché distribuite alle giuste menti esse vengono prese come vere senza criterio.

Le fake news sono sempre state usate come mezzo di propaganda, con esempi che possono datare fino dalle epoche più antiche. Grandi utilizzatori di questa tecnica propagandistica sono stati sicuramente gli antichi romani, che la adottavano per promuovere le campagne militari ed aumentare la popolarità del leader in carica a proporzioni inattendibili e quasi mitiche. E’ il caso di Augusto nell’Ara Pacis, discendente addirittura da Enea…

Clicca qui per vedere l’animazione 3D di SketchFab

Raggiungendo l’era moderna, alcuni degli esempi storici più famosi sono sicuramente “Il Protocollo Dei Savi di Sion”, un falso distribuito nel 1903 dalla Ochrana, la polizia segreta zarista, ed “Il Manifesto della Razza”, pubblicato nel 1938 su “Il Giornale D’Italia” da parte di vari scienziati “razzisti”, sotto influenza del regime fascista; entrambi i documenti sono stati fatti per mettere in cattiva luce la minoranza etnica ebrea, e in buona luce il governo, rendendolo il salvatore del popolo contro una minoranza malvagia.

Un esempio davvero illuminante sulla creazione e sul potere delle fake news si può ritrovare nella sezione Minacce – Hate speech; leggete le 11 tecniche di fake news teorizzate da Joseph Goebbels.

Grazie alle tecnologie, le bufale sono passate da essere libri, manifesti o passaparola a diventare post su internet. Con la nascita dei forum, le fake hanno iniziato a spostarsi verso il web, con punte virali di diffusione con l’arrivo dei social media e la creazione dei social network. Le fake provengono spesso da gruppi estremisti o di opposizione, ricorrendo alla caricatura dei fatti o direttamente alla loro invenzione.

Il profilo FB di un’associazione che sostiene l’esistenza di un complotto di oligarchi per dominare il pianeta

Spesso si parte dalla sfiducia verso un’istituzione più grande del singolo, come può esserlo un governo, un’istituzione scientifica governativa o una minoranza. Alcune fake news riguardanti i dubbi sulla forma della terra hanno creato  sfiducia in istituzioni governative come la NASA.

Nel 2019, in occasione del 50° del primo allunaggio con l’Apollo 11, sono tornate a galla le fake su un allunaggio finto, filmato a Hollywood, per impossibilità tecnica di una missione così complessa

Un altro esempio è la fake relativa a un organismo di superpotenti, sopra i governi, che controlla il mondo, il quale è a sua volta controllato da chiunque faccia comodo, partendo dai magnati come Bill Gates o il finanziere George Soros arrivando a rettiliani e Illuminati.

Un post contro Enrico Letta da parte di un anti-rettiliano

Una parte di complottismo molto dannosa è sotto gli occhi di tutti: la falsità della pandemia di Covid-19, la cosiddetta “Plandemic”.

E’ un gruppo variegato: si parte da chi afferma la totale inesistenza del virus, per arrivare a chi crede che sia solo una malattia dai deboli sintomi, fino alla sfiducia nelle cure, soprattutto nei confronti dei vaccini, accusati di non essere abbastanza testati o direttamente contenenti veleno o nanotecnologie (microchip tipo Neuralink di Musk) per controllarci.

Un punto è spesso comune alle fake complottiste: la sensazione che il governo cerchi di controllare ognuno e il pensiero che le persone che lo seguono, il cosiddetto gregge, sia debole o inferiore.

Post di associazioni No-Vax americane

Queste teorie hanno portato a una quantità enorme di disagi: decine di proteste NoVax non organizzate e violente in varie città italiane e mondiali, persone che falsificavano i documenti di vaccinazione, feste e rave per prendersi il Covid e non vaccinarsi.

Lo sciopero dei camionisti No-Vax ha paralizzato il Canada per diversi giorni

In conclusione, le fake news sono molto pericolose perchè inquinano come un “rifiuto tossico pericoloso” gli ambienti del web. Possiamo assorbirle e diffonderle, senza neanche accorgerci che sono esagerate o direttamente false.

Solo un rigoroso “fact checking”, effettuato con più verifiche in siti scientifici o autorevoli per reputazione e affidabilità, ci permette di arrivare alla verità dei fatti.

Nel progetto Land si ricercano informazioni solo da fonti autorevoli, verificate o certificate: questi i partner dei nostri fact-checking