CYBERDIPENDENZE: GIOCO D’AZZARDO E SCOMMESSE – Quando Internet ti rovina la vita

Giocare d’azzardo è una scommessa persa in partenza

I giochi d’azzardo basano spesso la loro attrattiva sulla manipolazione delle informazioni fornite al giocatore e sull’influenza che queste hanno nelle sue decisioni durante il gioco: esse si basano spesso sulle impressioni/sensazioni prima che su un ragionamento logico.

Il giocatore spesso si muove seguendo il suo istinto, un “sesto senso”

Ad esempio, nei giochi del genere “Gratta & Vinci”, l’enorme entità del premio massimo e la facilità con cui si possono vincere quelli piccoli, può indurre a pensare che la probabilità di ottenere migliaia (se non milioni) di euro, sia relativamente alta se confrontata con il prezzo “ridicolmente basso” di un biglietto.

Il gioco d’azzardo è presente nella società umana sin dalle prime forme di civiltà, ma ha conosciuto un enorme sviluppo solamente nell’ultimo secolo, con la nascita di meccanismi automatizzati per giocare e con la diffusione, in seguito, dei giochi online, che hanno portato all’estremo, nel virtuale, le problematiche già presenti nella controparte reale.

La home page di un sito di scommesse

In particolare, giocare d’azzardo sul web rende ancora più semplice perdere la cognizione del tempo e del denaro spesi in queste attività, dato che spesso i siti e le applicazioni utilizzati sono strutturati in modo da trattenere più a lungo possibile l’attenzione del giocatore (prendendo spunto dalle tecniche collaudate usate nei casinò e nei videogiochi- e.g. bonus).
Gli effetti che questo comporta, seppur presenti in diversa misura nei singoli casi, sono comuni a tutti i giocatori ludopatici, digitali e non digitali: ingenti perdite economiche, progressivo disinteresse verso la famiglia, gli affetti e il lavoro, problemi fisici (il ludopate trascura la propria persona) e psicologici (soffre d’ansia, incubi, è depresso).

Un peggioramento della situazione è l’apertura 24/7 dei siti di giochi “Pay to Win” con i quali si può giocare tranquillamente da casa.

La ludopatia in Italia: qualche dato

Sono 1,3 milioni gli italiani che soffrono di dipendenza da gioco d’azzardo, ovvero ludopatia. Di questi, nel 2019 solo 12 mila stavano svolgendo un percorso di recupero.
Esistono poche strutture, personale e procedure idonee ad intraprendere un’azione di detox efficace.

Una lotta impossibile contro le probabilità

Un progetto del Politecnico di Milano contro le ludopatie dimostra che,se vogliamo comprare il “Gratta & Vinci” da mezzo milione di euro, abbiamo le stesse probabilità di trovarlo e sceglierlo percorrendo a piedi una fila ininterrotta di biglietti lunga 900 km, scegliendo quello giusto.

Un Gratta & Vinci da %00.000 € vinto ad Aprilia (LT) l’11 luglio 2018

La probabilità in quasi tutti i giochi d’azzardo è che si vince poco più della metà di quello che si gioca. A volte il fattore perdita è 2 volte la vincita.

Potete verificarlo con questa simulazione creata dallo stesso Politecnico, chiamata ironicamente “Gratta e Perdi”, in cui sono rappresentati efficacemente i meccanismi presenti in questo tipo di gioco, volti evidentemente a sfavore del giocatore, come è nella realtà dei casinò e dei giochi d’azzardo.

Una simulazione Polimi di cui si diventa facilmente dipendenti, (fortunatamente senza conseguenze: niente perdite di denaro, solo frustrazione nei confronti del software di gioco)


Se infatti, con poche giocate è possibile ottenere un profitto, si osserva come, a lungo andare, le perdite superino di gran lunga le vincite, conformandosi con le previsioni probabilistiche.